Content Marketing

Se un adulto in buona salute respira 12-16 volte al minuto, quante cose possono accadere online nello stesso lasso di tempo?

Per avere un’idea di cosa sia possibile fare in un singolo minuto basta dare un’occhiata ai dati provenienti da Smart Insights:

  • 4 milioni di query di ricerca;
  • 388 blog pubblicati;
  • 3 milioni di contenuti condivisi dagli utenti su Facebook;
  • 205 milioni di email inviate;
  • 400 ore di video caricate su YouTube;
  • su Twitter 422.340 tweet pubblicati;
  • 555 foto inoltrate su Instagram.

Poiché la quantità di attività al minuto è davvero notevole, è importante capire come i propri contenuti possano essere in grado di catturare l’attenzione del pubblico di destinazione. Se l’obiettivo è attirare la gente, si deve raccontare una storia vera e interessante.

Le storie sono un grande mezzo per esprimere le proprie opinioni, impressionare le persone ed instaurare con esse una relazione. Gli esseri umani sono creature sociali, ognuna con la propria storia. Inoltre chiunque sa amare una grande storia, perché essa rappresenta la ragione per comunicare.

Perché è importante lo storytelling

Negli ultimi anni lo storytelling si è rivelato una strategia comunicativa fondamentale nel marketing e nel mondo aziendale. Le storie sono parte integrante della società e della cultura odierna. Si trovano storie ovunque: nei film, nei libri, nelle notizie, nei media, nella musica, nella religione. Ma in realtà questo non è un concetto nuovo, al contrario e è vecchio quanto l’umanità.

Il 90% delle decisioni di acquisto è influenzato dalle emozioni. Quindi è molto importante interagire con i compratori online. Attraverso foto, immagini visibili, interessanti descrizioni del prodotto e storie attraenti ma autentiche è possibile entrare in contatto con un potenziale cliente.

Con storia non si intende soltanto la propria storia o del brand ed inoltre può essere raccontata attraverso vari canali e formati come post di blog, email, video, ebook, guide sul prodotto, studi di casi e altro ancora. La storia contenuta deve essere adatta e sapere attrarre il proprio pubblico di riferimento. Se non si riesce a trasmettere nel modo corretto un racconto, allora il proprio prodotto o il proprio servizio non sarà in grado di far breccia sull’audience.

Nel content marketing è necessario imparare a fornire una grande storia ai propri visitatori. Una volta che si impara a raccontare una buona storia, il pubblico sarà attratto. Questo porta ad una conversione di visite in contatti, i contatti a loro volta potranno divenire clienti fedeli e i clienti già acquisiti acquirenti soddisfatti.

Philip Pullman ha dichiarato che dopo il nutrimento, una casa e compagnia, le storie sono ciò di cui nel mondo l’uomo ha più bisogno.

Una storia da sola non basta. Importante è anche fare in modo che le storie siano coinvolgenti sul piano emotivo. I dati forniti ad inizio articolo, per esempio, sono impressionanti, ma sono in grado di coinvolgere emotivamente? C’è infatti la possibilità che questi numeri vengano dimenticati subito dopo aver concluso la lettura di questa pagina. Questo accade perché le persone tendono a ricordare le storie e non i fatti.

Bisogna pensare a quale emozione si desidera comunicare e cercare attraverso la propria storia di evocare quell’emozione. A tale proposito Seth Godin afferma che il marketing non riguarda più solo ciò che si fa, ma anche le storie che si raccontano o si vogliono raccontare. Secondo Scientific American le storie che stimolano emozioni positive sono più diffuse e apprezzate di quelle che provocano sentimenti negativi e un contenuto che riesce ad emozionare più facilmente diventerà virale. Ciò significa che i contenuti che suscitano un’emozione positiva, sorpresa o meraviglia spingono i visitatori a rimanere online rispetto a contenuti che trasmettono rabbia o tristezza.

Se si desidera che i propri contenuti diventino virali, è necessario caricarli di emozioni positive attraverso la narrazione. Lo storytelling è perciò fondamentale in una strategia di content marketing.

La formula magica per creare una storia coinvolgente

Dopo aver compreso l’importanza della narrazione, bisogna imparare a creare una storia coinvolgente ed affascinante.

Esistono tre elementi chiave che compongono una storia. Questi elementi aiutano ad elaborare una comunicazione efficace che ispiri ad agire e sono:

  • Personaggio;
  • Dramma o trama;

Il primo elemento è il personaggio. Ogni buona storia ha un protagonista convincente attorno a cui svilupparsi. Il personaggio rappresenta la connessione tra il brand e i clienti, per questa ragione si deve scegliere un personaggio che gli utenti possano comprendere con facilità. Conseguentemente bisogna sempre ascoltare e conoscere le esigenze e i problemi del proprio pubblico. Il secondo elemento è il dramma. Problemi, esigenze o visite dei contatti sono connessi grazie alla trama. Per avere un’idea più chiara di cosa raccontare, si può trascorrere del tempo a capire il percorso di ricerca dei clienti e le loro necessità. Nella trama un piccolo imprevisto o un conflitto aiuta a costruire un legame emotivo con il pubblico, ma bisogna sempre tenere presente che la storia deve sicramente contenere un po’ di dramma, tuttavia esso non deve risultare eccessivo per non svilire il racconto. L’ultimo elemento è la risoluzione. Dove esistono drammi o conflitti, l’audience vuole anche una sorta di risoluzione. Le buone storie sorprendono, anche se non sempre possiedono un happy end. La risoluzione dovrebbe quindi concludere la storia, ma anche spingere chiaramente il contatto all’azione. Dovrebbe far pensare i potenziali clienti e farli emozionare.

 

Prima di creare la propria storia è importante creare un personaggio, pianificare un dramma, suscitare coinvolgimento emotivo, essere autentici, rivelare la risoluzione, mantenere la propria storia chiara e concisa.

Dale Carnegie ha asserito che lo scopo del content marketing consiste nel comprendere a pieno i propri contatti e agire a partire da queste conoscenze: vedere ciò che vede un visitatore, provare ciò che egli ha sentito. Per dare origine ad un dramma servono dettagli rilevanti e un linguaggio colorito, cosicché il dramma possa essere ricreato e descritto agli utenti.

Un esempio di storytelling

Jeff Bullas ha creato un post sul proprio blog, intitolato “Come ho usato la piattaforma di Marketing Automation (e Twitter) per aumentare la mia lista di e-mail di 10.000 nuovi iscritti”. Già dal titolo si può afferarre l’importanza dell’utilizzo della Marketing Automation al fine di aumentare la propria lista di posta elettronica. Come avviene in questo caso, il titolo non sempre riguarda il conflitto presente nella trama, a volte potrebbe riferirsi alla risoluzione. Analizzando più a fondo si esamina il personaggio che appare essere il narratore (Jeff Bullas). Passo dopo passo informazioni sull’utilizzo di una piattaforma di Marketing Automation permettono di far crescere la propria lista di posta elettronica. La storia è chiara e concisa e si lega al loro scopo – l’autore usa screenshot e un linguaggio interessante.

In conclusione per avere successo nel mondo del business di oggi, è fondamentale costruire efficacemente la propria storia e distribuirla in modo convincente.

 

Social Media

Lo storytelling è l’approccio di content marketing che consente alle aziende di promuovere i propri contenuti attraverso un racconto emotivo e capace di suscitare curiosità, invece di fare la solita pubblicità razionale basata sui benefici dei prodotti.

Lo storytelling è un importante strumento che consente a chi comunica online di creare contenuti interessanti e capaci di coinvolgere il lettore tanto da portare all’interazione.

Basterà guardare con attenzione le principali pubblicità in TV o sul web e sarà facile trovare tanti esempi dalla “storia” di Giovanni Rana, alle community della “Tim” oggi animate da PIF a tantissimi altri esempi di aziende anche più piccole e impegnate nel settore della vendita business to business.

 

Quando le storie vengono narrate in modo efficace e pianificato, diventano il modo attraverso cui il marchio di una azienda diventa riconoscibile sul mercato, guadagnando visibilità e distinzione dalla concorrenza, legando in modo forte i propri clienti.

La notorietà e la community solida che si è creata intorno al marchio MammaNatura, realtà italiana impegnata nella produzione e vendita di prodotti naturali sfusi, nascono proprio dal racconto fatto fin dalle origini del marchio della storia dei due fondatori e dalla loro ricerca personale di un modo sostenibile per produrre e consumare alimenti e cosmetici di qualità.

 

Che cosa è Storytelling?

Il cervello umano è particolarmente sensibile alle storie e ai ritmi della narrazione che permette di collegarsi e immedesimarsi in ciò che si legge o si ascolta, di connettersi ad esso.

La narrazione è fonte di ispirazione e le persone ispirate sono molto più inclini a impegnarsi, a farsi coinvolgere, a condividere e a restare fedeli ad un marchio.

Lo Storytelling in un contesto di marketing è essenzialmente l’atto di portare un prodotto a diventare più umano e caratterialmente connotato, quindi più memorabile per i suoi clienti.

 

Lo Storytelling applicato al content marketing di una azienda serve a raccontare il prodotto non da un lato oggettivo, bensì attraverso aspetti emozionali ad esempio dei benefici e dell’impatto anche emotivo che ha avuto sui clienti che lo hanno già scelto. Narrare il prodotto partendo o dall’origine che esso ha avuto, come è stato pensato, ideato, progettato, oppure attraverso l’uso e i commenti di chi già lo utilizza.

L’esperienza servirà come meccanismo di immedesimazione per i lettori che certamente riconosceranno a livello emotivo quanto descritto e raccontato.

Come realizzare un buon storytelling nel content marketing aziendale?

  1. Non utilizzare il gergo di settore:

Il racconto deve utilizzare un linguaggio semplice, come quello delle storie, capace di parlare direttamente all’emozione delle persone, senza fare appello a terminologie di mestiere e razionali.

Lo Storytelling è impreciso, ma evocativo, non convenzionale ma legato alla vita e alla esperienza quotidiana di chi legge.

Lo Storytelling non usa iperboli o metafore, ma dipinge situazioni attraverso descrizioni semplici.

Lo Strytelling usato da Afolki, azienda produttrice di prodotti di artigianato berbero per l’interior design, racconta della nascita di ogni singolo prodotto e del legame ancora stretto con la tradizione artigianale berbera che affonda le radici in una storia millenaria. I viaggi e la vita dei popoli nomadi del deserto diventano famigliari ai clienti Afolki tanto da essere vivi nel sogno di in ogni tappeto e di ogni complemento di arredo.

  1. Essere coerenti:

la storia, una volta iniziata, deve essere proseguita e fatta evolvere. Il marchio o il prodotto deve potersi rispecchiare in essa per un tempo lungo, per lasciare al lettore il tempo di abituarsi e riconoscerlo.

Lo Storytelling deve pianificare una storia che possa durare e avere uno sviluppo lungo tutta la campagna promozionale e attraverso tutti i media per la diffusione della stessa.

  1. Cercare di educare:

Lo Storytelling, come l’arte della narrazione, dovrebbe sempre avere anche un intento formativo. In ambito aziendale deve trasmettere al lettore in modo semplice cosa l’azienda faccia, come lo faccia e come un prodotto possa migliorare la vita e il lavoro di chi lo utilizza, ecc… I clienti amano sapere le origini e la storia dei loro brand preferiti, è come imparare a conoscere un nuovo amico, grazie al racconto della sua vita e delle scelte fatte.

  1. Rendere memorabile e personale

Quando si utilizza la narrazione per promuovere un marchio, il marketing può giocare anche con la creazione di un personaggio guida che accompagni tutta la narrazione, o può usare il logo dell’azienda (se si presta) per renderlo animato e presente in modo memorabile in tutta la parte visiva della campagna.

  1. Costruire il personaggio dell’azienda

L’esito della narrazione è la costruzione dell’immagine nuova di un brand o di un prodotto, che deve essere rispecchiata in ogni aspetto dello stesso: dal packaging, alla presentazione, alla presenza sugli scaffali di vendita.

La riconoscibilità genera fedeltà nel cliente, ma anche maggiore propensione alla condivisione dei contenuti sui social network e nel passaparola.

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