Social Media

Facebook è ancora il preferito in Italia ma crescono le novità: TikTok, Twitch e Telegram

E improvvisamente fu  Twitch la piattaforma di streaming che sembra solo dedicata al gaming ma che sta diventando molto usata anche per altri contenuti e altri pubblici.

Gli italiani usano i social network soprattutto per guardare cosa pubblicano gli altri e al massimo ricondividere contenuti altrui (48 per cento, 33 se si prende in considerazione la fascia d’et 12-17 anni). La percentuale di chi è davvero attivo con post, foto e video di suo pugno pari al 12 per cento e sale al 15 se si guarda ai giovanissimi. Sono i risultati dell’annuale ricerca Italiani e social media di Blogmeter, azienda di integrated social intelligence che ha intervistato 1.703 residenti in Italia dai 12 ai 74 anni iscritti ad almeno un social network.

Le rilevazioni sono terminate a gennaio e i dati non sono condizionati dalla pandemia di coronavirus. Se fosse proseguite fino a marzo certamente sarebbe stata rilevata una impennata delle piattaforme di chat e videoconferenze causata dal lockdown e confermata dal successo di Zoom, da 10 a 300 milioni di utenti quotidiani in poche settimane, e dall’assalto a Facebook, che in Italia in marzo ha visto crescere le chiamate di gruppo del 1.000%, come dichiarato da Mark Zuckerberg in occasione della presentazione della trimestrale che segna il raggiungimento di 3 miliardi di utenti per le app di Menlo Park.

Anche pre-virus, Facebook si conferma il social preferito dall’utenza social nostrana: lo cita il 90 per cento del campione preso in considerazione, rispondendo alla domanda A quali di questi social sei iscritto e usi regolarmente. Le app di Menlo Park svettano anche nella graduatoria delle iconcine di messaggistica: 97 per cento per Whatsapp e 80 per Messenger.

Youtube sul secondo gradino del podio con l’89 per cento, ma Zuck torna sul terzo con il 73 di Instagram, che cresce in modo pi sostenuto dei rivali, come riscontrato lo scorso anno (quando era al 71 per cento) .

Continua anche la progressione di TikTok, usato dal 16 per cento degli utenti con una prevalenza nella fascia d’et 15-24, anche se il rivale — per et degli utilizzatori — Snapchat lo supera ancora con il 18 per cento. Come detto, la novità con il 12 per cento è Twitch: piattaforma di livestreaming di videogiochi acquistata da Amazon nel 2014 e, come TikTok, gettonata fra i giovani.

Content MarketingRassegna StampaSocial Media

La condivisione delle opinioni sui social media è sempre più la legge della giungla.  Maleducazione fino alla violenza, incapacità di un atteggiamento critico e la voglia di prevalere sugli altri. Questo in particolare è ciò di cui si pensa quando si fa riferimento ad esempio al dibattito politico.

La piattaforma di dibattito pubblico di Proversi.it pubblica oggi un testo di approfondimento sui social network, un argomento di grande attualitĂ .

Nei primi dodici anni di vita di Facebook, da febbraio 2004 a luglio 2016, lo stato dell’arte di quella porzione dell’universo virtuale che identifichiamo generalmente come mondo dei social network ha subìto profonde mutazioni.

A un primo livello di analisi, ciò che si può constatare è l’intensa proliferazione di piattaforme social tra loro anche molto diversificate. Forse non altrettanto chiaro è come si sia giunti ai livelli di pervasività toccati dai social network in così poco tempo. Non tutti si sono mostrati favorevoli alle conseguenze che sono scaturite dalla diffusione dei social network. Alla luce della capillarità raggiunta, e per via delle trappole e dei rischi insiti in un loro uso non appropriato, alcuni studiosi si sono dichiarati scettici sull’effettivo potenziale positivo di queste piattaforme.

“Molte persone usano i social network non per unire e per ampliare i propri orizzonti, ma piuttosto, per bloccarli in quelle che chiamo zone di comfort, dove l’unico suono che sentono è l’eco della propria voce, dove tutto quello che vedono sono i riflessi del proprio volto. Le reti sono molto utili, danno servizi molto piacevoli, però sono una trappola”, ha scritto a riguardo il filosofo Zygmunt Bauman.

Ancor più critico Umberto Eco, secondo il quale i social media rappresenterebbero una valvola di sfogo per gli “imbecilli” e un terreno fertile per la prolificazione delle bufale. A difesa del valore mediatico dei social network si schierano, invece, Gianluca Nicoletti e Juan Carlos De Martin. Sulla cattiva e fuorviante informazione di cui è accusato Facebook, vengono invece messe a confronto le opinioni di Mark Zuckerberg, uno dei fondatori del colosso di Menlo Park, e di Edward Snowden, informatico e attivista statunitense. Per approfondimenti si può leggere la discussione al link  www.proversi.it/discussioni/pro-contro/135-social-network

Content MarketingSocial Media

La Search Engine Optimization (SEO) è una strategia di marketing non così nuova per Internet. 🙂
I motori di ricerca come Google esplorano ogni bit dei contenuti pubblicati su Internet per catalogare il contenuto di ogni particolare sito, a beneficio degli utenti di internet in tutto il mondo.
Lo scopo principale dell’usare tecniche SEO è quello di accertare che i motori di ricerca come Google assegnino ai siti web un buon posizionamento in modo che i proprietari godano di maggior traffico sui loro siti web.

Con questo in mente, ci sono molti altri motivi per cui si dovrebbe usare il SEO nella redazione dei contenuti da pubblicare online. Ecco i principali motivi per usare il SEO:

Costruire la credibilitĂ  di un sito

Come accennato in precedenza, il SEO serve a dare un sito web ranking positivi. Semplicemente, ciò significa che aiuta a posizionare un sito web da qualche parte in cima alla lista dei risultati quando un utente fa una ricerca rilevante. Non capita spesso che un utente vada oltre la seconda pagina dei risultati di ricerca di Google. Ciò non significa che i risultati della terza pagina sono meno credibili di quelli precedenti per un lettore.

La credibilità è una delle ragioni principali per cui si dovrebbe utilizzare SEO per i tuoi post.

PubblicitĂ  gratuita

Non vi è uno strumento di pubblicitĂ  in atto piĂą potente di internet. Se usato bene il SEO porta ad ottenere risultati di posizionamento organico per tutte le ricerche pertinenti alle parole chiave principali.In questo modo non c’è bisogno di ricorrere ad altri mezzi pubblicitari,  ciò che serve per esserci agli occhi dei visitatori internet c’è giĂ .

Clienti di ritorno

Se applicando bene il SEO siete nei primi posti nelle ricerche su Google, il passo successivo è fare in modo che i vostri clienti ritornino. sul sito web per continuare a cercare e a trovare informazioni. Google utilizza questo tipo di informazioni per identificare i siti sicuri che esso può raccomandare per l’utilizzo da parte degli utenti di Internet alla ricerca di informazioni utili. La questione ora diventa come convincere la gente a tornare al tuo sito web.

Soddisfare

I siti web dovrebbero fornire contenuti di valore su cui i lettori possano contare. I proprietari dovrebbero sforzarsi di produrre contenuti ampi, in cui i lettori trovino tutto ciò che cercano, senza dover fare riferimento ad altri siti web.

Tematiche Specifiche

E ‘sempre una buona idea pianificare serie articoli su uno stesso argomento, che i lettori potranno seguire per scoprire nuove informazioni sempre piĂą approfondite. Le serie servono ad incentivare i lettori a tornare spesso.

Backlink o Commenti?

Google oggi valuta i siti per il loro contenuto, ma anche per le interazioni che esso è in grado di suscitare. Nell’era dei social, delle condivisioni e dei like, anche i motori di ricerca attribuiscono popolaritĂ , merito e valore ai siti che ottengono piĂą condivisioni e commenti.

In questo modo però tornano alla ribalta anche i backlink, cioè i link che puntano su un sito internet, e che ora sono di nuovo validi alleati per scalare le classifiche di Google.

Helen Farrell è autore di questo articolo, lei è uno scrittore creativo e blogger.

Content MarketingSocial Media

Riconosciuta la crescente importanza del content marketing, le aziende si stanno sempre più impegnando nel creare diversi tipi di contenuti dedicati ai loro clienti.

Tuttavia, molti stanno dimenticando un aspetto fondamentale: i social media.

Il rapporto content marketing – social media

Cerchiamo di essere chiari su una cosa sin dall’inizio:

Non si può avere successo nel content marketing senza sfruttare i social media.

Contenuti di marketing e i social media sono due aspetti distinti di una strategia globale di marketing digitale, e tra questi due aspetti c’è una notevole quantitĂ  di sovrapposizioni e intersezioni.

Se sfruttare queste intersezioni è importante per tutte le aziende di ogni forma e dimensione, diventa esponenzialmente più prezioso per le piccole imprese che devono massimizzare le loro risorse marketing.

Il modo più semplice per pensare al rapporto tra content marketing e social è questo:
il contenuto è necessario per guidare i social media, mentre i social media sono essenziali nel processo di selezione dei contenuti chiave di marketing

4 consigli utili per le piccole imprese

Diamo uno sguardo ad alcune best practice e suggerimenti è possibile utilizzare per padroneggiare completamente il content marketing e i social media.

1. Pensate “social” nello sviluppo dei titoli
Quando si tratta di condividere con successo i contenuti sui social media, il titolo selezionato è piĂą importante di ogni altra cosa. E ‘molto probabile che sia il vero motivo di interazione con i lettori, e quindi deve essere valutato con attenzione.

Secondo la ricerca da CoSchedule e Buffer, l’89% dei contenuti è condivisa a meno di 100 volte sui social media. Solo l’1% ottiene piĂą di 1.000 azioni. Qual è il fattore di differenziazione? Nella maggior parte dei casi, è il titolo.

2. Costruire una comunitĂ  attiva
I social media richiedono pazienza. Non è qualcosa che si può lanciare e poi dimenticare, ma costringono ad un lavoro continuo. Ci vogliono mesi e anni per sviluppare una solida base di fan, soprattutto per le piccole imprese che non hanno un marchio forte da sfruttare.

Comunque si dovrebbe lavorare duramente per costruire una comunitĂ  attiva, base stabile, per sostenere la strategia di content marketing.

 

Il contenuto non è davvero grande fino a quando non ha un vero pubblico che lo consuma e lo condivide. I social network fornisco un’eccellente amplificazione nella diffusione dei contenuti in modo che ottengano l’esposizione che si meritano.

3. Seguire il modello 70-20-10
Nel marketing, aiuta a seguire le strutture e i modelli comprovati. Una di queste regola che può essere applicata sia al content marketing che ai social media è il modello 70-20-10.

In termini di content marketing, il modello 70-20-10 afferma che

  • il 70% del contenuto da produrre dovrebbe essere il contenuto basilare che supporta la costruzione del brand building
  • il 20% dei contenuti dovrebbe essere fatto da “contenuti premier” maggior valore, maggior tempo dedicato alla produzione, creativo, innovativo e piĂą a rischio!
  • il 10% dovrebbe essere contenuto sperimentale

Lo stesso modello può essere applicato ai social media

  • il 70% dei post deve aggiungere valore e rafforzare l’immagine del brand
  • il 20% dovrebbe essere contenuto ripreso da altre fonti, condiviso, commentato
  • il 10% dovrebbe essere di natura promozionalee orientato alla vendita

Quando si utilizzano questi modelli per guidare il vostro approccio al content marketing e al social media marketing, vedrete che il risultato è maggior fiducia da parte del pubblico.

4. Scrivere contenuti di qualitĂ 

Il quarto suggerimento è quello di scrivere semplicemente buoni contenuti. Se si scrivono contenuti di alta qualità,i risultati arriveranno.

Mettere le parole su una pagina non è sufficiente – è necessario assicurarsi che il contenuto sia coinvolgente, interessante, unico e divertente. Si deve insegnare ai lettori qualcosa che non sapessero giĂ , farli ridere o comunque farli divertire.

Quando i lettori si aspettano contenuti di qualitĂ , accadono due cose

  1. Sono piĂą inclini a tenere d’occhio il contenuto pubblicato e acondividerlo
  2. Sono piĂą propensi a visitare in modo continuativo il sito e a conoscere il vostro brand

I social media non possono essere ignorati.

Soprattutto per le piccole e medie imprese è importante che i social media siano sfruttati per massimizzare il valore dei contenuti e raggiungere il maggior numero possibile di persone.

Conclusioni
Approfittare delle convergenze tra content marketing e social media permette di prosperare ed emergere in un mercato rumoroso e affollato

Donatella Ardemagni – 39Marketing

Rassegna StampaYouTube

Milano, 21 luglio 2016 – Fino ad una decina di anni fa nessuno sapeva neppure cosa fossero le views di YouTube e fino al 2012 nessuno se ne preoccupava . Ma all’improvviso però, nel 2012 l’argomento è salito prepotentemente agli onori della cronaca a causa di un sospetto che pian piano si è trasformato in una certezza: parecchi cantanti italiani e stranieri compravano le proprie astronomiche visualizzazioni su YouTube per far salire le loro quotazioni. Oggi molto è cambiato da allora però le visualizazioni si vendono ancora. Ma con che sistemi? Abbiamo cercato di sviscerare la questione. “E’ evidente che il servizio offre un valore reale, basti pensare ai rap di casa nostra che si vantano di avere migliaia di visualizzazioni, ma è altrettanto evidente che sull’argomento ci sono speculazioni e tanta disinformazione perciò cerchiamo di fare chiarezza, in qualitĂ  appunto di fornitori di servizio che “vende” visualizzazioni su Youtube” ci dice Carlo Spina, responsabile di un’agenzia in Italia che vende visualizzazioni su Youtube.   Quale sono le domande che vengono poste piu spesso sull’argomento? Abbiamo cercato di fare chiarezza con lo stesso Carlo.  

  • Come funzionano le visualizzazioni Youtube: è veramente possibile acquistare visite? 

Le visualizzazioni Youtube sono rappresentate da un numero che comprare sotto i video Youtube (sotto qualsiasi video) e che indicano il numero di play che quel video ha ricevuto, ovviamente piu un video è visto piu visualizzazioni riceve di conseguenza, diventa virale e quindi avere tante visualizzazioni è veramente utile. E’ possibile acqsuitare visite per youtube? La risposta è si quindi, basta utilizzare un sistema di marketing che permetta al video di essere visitato esternamente a youtube.  

  •  Tanti artisti acquistano visualizzazioni Youtube? Se si in che percentuale?

Seguiamo centinaia di artisti nazionali ed internazionali ogni mese, percio la risposta è si anche in questo caso. Non tutte le visite che si vedono sui video piu famose pero sono acquistate, solo un 20-30%, le altre sono naturali. Ci tengo a precisare che anche le visite “acquistate” sono di persone reali ma a differenza delle visite organiche di Youtube queste arrivano da canali sponsorizzati.  

  • A cosa servono queste visualizzazioni e come vengono generate quindi?

Le visualizzazioni come gia indicato servono ad aumentare la percezione che un video sia molto seguito. Vengono generate attraverso un circuito di siti web, pagine facebook ed applicazioni molto visitate andando ad inserire all’interno di questo circuito il video da promuovere in quel momento. Hai presente quella bella applicazione che è gratuita ma che ogni tanto fa comparire sul tuo smartphone un video od una pubblicitĂ ? Ecco se guardi quel video stai “regalando”  una visualizzazione ad una persone che ha pagato la nostra web-agency per aumentare le visite al propriuo video. Noi abbiamo acquistato quello spazio promozionele ed abbiamo inserito in promozione il video del cliete. Si ottiene in questo modo l’effetto virale che permette al video di ricevere tante visite di persone che grazie a questa promozione visionano il video. E’ facile raggiungere anche numeri di 500/1000 visite al giorno o nei casi piu fortunati e spendendo qualche centinaio di euro in piu raggiungere persino incrementi di 20.000/30.000 al giorno. In quel caso Youtube premia persino il video e si fanno veramente scintille.  

  • Quindi le visite sono reali? Non si parla di visite dei paesi indiani (come succedeva nel 2012) o visite fatte da bot, giusto? 

  Sì, sono assolutamente reali e ad oggi è da escludersi categoricamente giochi di server, Youtube ha aperto gli occhi dopo il 2012 e adesso non permette piu aumenti di visite generati con bot. Anche Google (che possiede e controlla YouTube, ndr) sa per filo e per segno tutto di tutti, se non fosse cosi siti web come magicviral.com che è attivo dal 2008 non esisterebbero.

  • Esiste un sito dove si può controllare artista per artista la situazione delle views, giusto?

Sì, ne esistono diversi e vegono usati dalle major per capire su che artista puntare. Ormai è chiaro che è un mercato dove anche le major, che per prime sono pronte a mille trucchetti pur di fatturare il fatturabile, sono in gara, e tra di loro fanno a gara ad aggiudicarsi i siti che vendono views migliori o gli artisti in testa alle classifiche. E’ possibile proprio vedere i migliori artisti su siti come questo http://socialblade.com/youtube/top/100, ovviamente chi ha piu visite sale sulla cresta dell’onda, e cosi facendo riceve ancora piu traffico e vende di piu e le major e le case di produzione puntano su questi individui  

  • Ci spieghi come si legge la tabella di Social Blade?

Ogni video di per sĂ© ha una serie di sue parabole che dipendono dalla esposizione mediatica a cui è sottoposto: la curva che si produce è influenzata da vari fattori, compresi eventuali passaggi televisivi. Normalmente un video di basso impatto ha un picco di views nei primi 2-3 giorni e poi piano piano mantiene un andamento costante, salvo casi di “ricarico” a seconda di passaggi su grossi siti, in televisione e in radio. L’artista che scala la classifica (vuoi perche compra visite o perche riesce naturalmente) classifica e riceve tantissima notorietĂ . Addirittura siamo riusciti a portare artisti in trand youtube per diversi giorni di seguito e alcuni artisti hanno venduto migliai di dischi. Per capire se c’è qualcosa di strano, basta ovviamente controllare se questo trand dura nel tempo, se dura pochi giorni molto probsaiblmente l’artista ha pompato il proprio video, tornerĂ  è vero in basso ma nel frattempo potrebbe avere avuto la propria occasione della vita o avere venduto migliaia di euro di dichi.  

  • Ma è necessario per forza comprare views per raggiungere la vetta?

No, non è necessario, anzi ci sono artisti che riescono da soli, ma spesso questo sistema favorisce la notorietĂ , diciamo si fa prima…  

  • Qual è il numero di views che normalmente viene venduto ad esempio ad un rapper o ad una artista che si occupa di musica moderna?

Difficile a dirsi: dipende anche da quanto sei disposto a spendere. Con piccolo incrementi di 20.000-30.000 visite si puo sperare magari di venire notatati da una radio locale ma con aumenti di 500.000-1.000.000 di visual in 2/3 giorni spesso si finisce sul trend nazionale e allora li si che sono soldoni. Il costo è di circa 2500/3000 euro per un servizio simile, se si pensa al trend nazionale ci si rende conto che è del tutto abbordabile sopratutto per un buon artista.

  • Come fa Yutube a contare le views? Ad esempio, se io clicco cinque volte sullo stesso video perchĂ© voglio riguardarmelo cinque volte di seguito, conta come uno o come cinque?

Qui si entra un po’ nel voodoo, perché Youtube stesso cambia le regole più e più volte l’anno rendendo tutto più difficile. Normalmente tutto si basa su questi filtri: l’indirizzo IP, che è l’identificativo del computer che sta guardando, il fatto che sia arrivato direttamente al video e per quanto tempo l’ha guardato. C’è un tempo minimo di 40 secondi per accreditare la view: ovviamente tutti i nostri visittori sono interessati quindi guardano il video a lungo.

  • Insomma, in pratica il sistema funziona?

Si, fino a pochi anni fa esistevano altri metodi per aumentare le visite youtube, attraverso sistemi automatizzati che richiamavano continuatamente il video youtube e che usando dei proxy simulavano indirizzi diversi ma adesso Youtube si è fatto furbo e questi trucchetti non passano piu. Oggi è necessario fare vere e proprie promozione di marketing come fa il sito magicviral.com o marketing-seo.it per arrivare in alto. Esistono anche siti di scambi viewsv dove io guardo il tuo video e tu guardi il mio, ma prima di arrivare a 10.000 visite passano mesi e mesi di tempo e non servono praticamente piu visti gli standard attuali di Youtube.  

  • Alla luce di tutto ciò, personalmente consiglieresti a un artista di comprare delle views?

Ovviamente si, il sistema è facile da usare e sinceramente visto che non si tratta piu di bot ma di utenti reali che visionano i video non vedo cosa ci sia di male. Un artista è normale che se compra una pubblcità alla radio ad esempio o alla tv riceve piu notorietà e piu visite al proprio video, in questo modo semplicemente si promuove direttamente il video come se fosse un banner. Semplice ed efficace. Solo non troppo conosciuto come sistema.   ###   Per altre info contattare il numero: 02.21116058  

Content MarketingSocial Media

Avete presente quando vi fate delle Domande e trovando la risposta improvvisamente avreste voluto tornare indietro….

Bene è quello che è successo quando abbiamo ricercato attraverso Google Trend, in Italia, negli ultimi 12 mesi, il volume di ricerca per i seguenti termini

  • Content Marketing
  • Social Marketing
  • Digital Marketing
  • Content Strategy

Indovinate la classifica?

  • 1° POSTO: Social Marketing
  • 2° POSTO: Digital Marketing
    e molto distaccati
  • 3° POSTO: Content Marketing
  • 4° POSTO: Content Strategy

Oh Bella! E quale può essere la spiegazione?

Digital Marketing è un termine davvero molto ampio, riguarda moltissimi aspetti della rete e della promozione, eppure non è al primo posto. Il gradino più alto lo ottiene la ricerca per il termine Social Marketing.

Dunque i social media appaiono essere gli strumenti più popolari per fare marketing, per aziende e liberi professionisti.

Bene! Vediamo cosa questo possa significare,

Se Social Marketing significa promuoversi in modo “casuale”, sporadico e senza una strategia di contenuti allora no, non ci siamo.

Se invece, Social Marketing diventa il mezzo attraverso cui promuovere contenuti con il preciso scopo di generare discussioni, confronto e condivisioni, allora siamo davvero sulla strada giusta!

I Social Network infatti, senza dubbio, sono le migliori piattaforme per entrare in contatto con i clienti e i futuri clienti e per condividere i contenuti “alla pari”; con un atteggiamento di vera collaborazione e di creazione partecipativa di contenuti a partire dalle esperienze di tutti: produttori e consumatori.

Questo è il modo migliore per interpretare bene quanto si aspettano i lettori, ormai disinteressati alle pubblicità e alle informazioni troppo istituzionali, fredde, autoreferenziali e poco interattive.

Tornando alla Chart iniziale, quindi, l’unica spiegazione positiva dei risultati può essere  la convergenza delle 3 voci Social Marketing – Content Marketing – Content Strategy in un’unica strategia promozionale.

E voi cosa ne dite?

Google+Social Media

5 ottimi motivi per usare G+ per il business:
# 1: Rendere piĂą interessanti e vive le conference call e le videochiamate
Essere collegati con dipendenti di altre sedi, fornitori, partner, rivenditori, clienti è una esigenza importante? I meeting via video con Google + rendono le conference call più coinvolgenti e produttive. Qualità audio e video ottimali, Google + consente meeting virtuali fino a 10 partecipanti connessi. La qualità del lavoro con Google + aumenterà l’impegno di tutti nel corso della riunione, come sarà possibile constatare anche osservando le espressioni e i gesti dei partecipanti.
Un’ottima idea per: riunioni settimanali, avvio di progetti, attività di channel marketing, sessioni di brainstorming e …. lascio a voi completare l’elenco delle possibilità di uso di G+.

# 2: Organizzare Webinar efficaci
Pronti a presentare un webinar per il pubblico, senza i costi delle pesanti piattaforme webinar? Provate con Google+ Hangout in diretta. Il presentatore può essere inquadrato con la webcam del computer, condividere lo schermo e registrare la sessione live per la pubblicazione immediata senza limiti su YouTube. I partecipanti potranno commentare a voce o per scritto e fare domande.
# 3: Ospitare una sessione Question & Answer
Volete trasformare i webinar in una opportunità per interagire con il pubblico? Organizzate per il vostro pubblico sessioni Q & A con i responsabili dell’azienda. Si può avere un esperto o un gruppo di esperti (fino a 10) per rispondere alle domande dei partecipanti, proposte attraverso lo strumento chat di testo.
# 4: Migliorare la fase di Recruitment
State selezionando candidati per una posizione di lavoro? Non basta pubblicare un annuncio di lavoro. E’ necessario fare un buon screening. Per questo motivo poter vedere i candidati prima dell’incontro di persona, consente di crearsi in anticipo un profilo degli aspiranti.
Riduzione dei tempi di selezione, condivisione delle scelte e risparmio nei costi di spostamento sono assicurati.

# 5: Lanciare nuovi prodotti
State cercando un modo perché il lancio di un nuovo prodotto sia memorabile e volete che il momento del “reveal” sia immortalato? Usare Google+ Hangout in diretta per ospitare un lancio del prodotto live è un ottimo modo per entusiasmare i potenziali clienti e registrarne il loro interesse spontaneo.

Content MarketingSocial Media

L

a strategia social di un’azienda non è un’isola lontana dal resto dell’attività di marketing.

Ripensate i processi di comunicazione perché tutti i team coinvolti nella promozione e nelle vendite siano allineati e collaborino all’ottenimento dei risultati!

# 1: condividere le decisioni di pianificazione

Che la vostra azienda stia lavorando su campagne annuali o periodiche, attraverso canali tradizionali o digitali, il team Social dovrebbe essere coinvolto perché può apportare informazioni complementari e arricchire la dashboard strategica.

Per esempio i social media manager possono sapere e quindi condividere:

a) Posizionamento e opportunitĂ  di crescita in aree di mercato scoperte.
Per esempio, se dovete promuovere una campagna sconti, il team social è in grado di monitorare le strategie online dei concorrenti o i messaggi più interessanti per catturare l’attenzione dei lettori.
b) Oppure se servono dati per un nuovo posizionamento del marchio, i social manager che gestiscono community online e conoscono i forum di riferimento possono avviare campagne di test o sondaggi.

# 2: sostenere le nuove iniziative

I social media sono un ottimo palcoscenico per rafforzare qualsiasi attività di lancio di prodotti, marchi, promozioni. Il team che segue i social media può creare campagne a pagamento ad hoc, e creare partnership con influenzatori e sostenitori del brand.

In questo modo tutte le campagne promozionali saranno coerenti e allineate.

# 3: ottimizzare la diffusione dei contenuti aziendali 

La squadra che segue i social network aziendali, è in grado di valorizzare al meglio i contenuti promozionali e descrittivi dell’azienda e dei suoi prodotti.

I social media sono il canale migliore per allungare la vita di tutti i contenuti, grazie alle condivisioni, ai commenti e alla possibilitĂ  di trasformare i messaggi nella forma e nella diffusione.

# 4: sviluppare il pensiero Leadership di posizionamento

Molte marche hanno l’opportunità di sfruttare i socia media per costruire la propria leadership di mercato, attraverso i canali personalizzati con cui allacciare rapporti con influenzatori e sostenitori. I social media, attraverso le conversazioni spontanee, supportano in modo magistrale la creazione della reputazione e autorevolezza.

Conclusione

I social media sono una delle componenti dell’intero piano di content marketing digitale, le potenzialità offerte dal chiacchiericcio (buzz) dei consumatori sono immense e possono avere un impatto positivo sulle strategie aziendali e di promozione del brand. Saperle sfruttare bene e soprattutto saperle adattare perché supportino il raggiungimento degli obiettivi aziendali è una delle pietre angolari di qualsiasi content strategy!

Cosa ne pensi? Chi si occupa dei social network in azienda è sempre coinvolto e al corrente di tutte le attività di marketing e comunicazione?

Se i social media li segue un consulente esterno, riesci a coinvolgerlo nella pianificazione promozionale?

Social MediaTwitter

Premessa doverosa: non sono una patita del video streaming. Chi mi conosce sa che preferisco le parole alle immagini, ma quando ci si occupa di content marketing è necessario includere anche immagini e filmati.

Ecco perché mi affretto a segnalarvi un nuovo incredibile social media che ha catturato anche la mia attenzione: Periscope.
Ultima acquisizione in casa Twitter, sta rapidamente prendendo piede anche in Italia. Provare per credere: registrandovi con l’account Twitter immediatamente avrete giĂ  tutti i contatti di Twitter, che hanno anche un account Periscope, come Following.
Si tratta di uno strumento di mobile video streaming che vi consente, ovunque voi siate, di poter accendere la telecamera dello smartphone e mostrare in diretta, a un numero imprecisato di utenti, ciò che state facendo o quello che sta succedendo intorno a voi.

Molto semplice da usare, si basa sulla condivisione di propri video live e dai commenti e Like che essi scatenano.

Non è il solo social capace di fare questo, ma l’usabilitĂ  di #Periscope colpisce davvero per la sua semplicitĂ .

L’applicazione sociale mobile video streaming possiede il fascino eccezionale del vivere in diretta gli eventi, senza filtri e interruzioni, completi di immagini e audio.
I video restano disponibili per 24 ore, ma possono essere salvati su telefonino e tablet per un successivo riutilizzo, ad esempio su YouTube.
Naturalmente la trasmissione video live impone serie riflessioni dal punto di vista della privacy, dei diritti d’autore, del buon gusto e della educazione delle persone. SarĂ  certamente un tema da affrontare da piĂą punti di vista, se è vero che oggi sono stati trasmessi live momenti di partite di calcio coperti da diritti televisivi.

Periscope è un vero alleato del Content Marketing e della generazione di informazioni capaci di catturare l’attenzione. Presentazioni, idee, formazione, promozione: ogni video live può essere un tassello importante della comunicazione digitale e per questo va pianificato con attenzione.

Pensate all’applicazione di Periscope in ambito di Marketing Politico: ogni candidato può creare il proprio palinsesto in modo gratuito e immediato, innescando anche un dialogo con i propri spettatori grazie alla funzione chat.
Un esempio proprio di qualche minuto fa? era possibile assistere allo spoglio per il ballottaggio in Francia.

Social Media

Lo storytelling è l’approccio di content marketing che consente alle aziende di promuovere i propri contenuti attraverso un racconto emotivo e capace di suscitare curiosità, invece di fare la solita pubblicità razionale basata sui benefici dei prodotti.

Lo storytelling è un importante strumento che consente a chi comunica online di creare contenuti interessanti e capaci di coinvolgere il lettore tanto da portare all’interazione.

Basterà guardare con attenzione le principali pubblicità in TV o sul web e sarà facile trovare tanti esempi dalla “storia” di Giovanni Rana, alle community della “Tim” oggi animate da PIF a tantissimi altri esempi di aziende anche più piccole e impegnate nel settore della vendita business to business.

 

Quando le storie vengono narrate in modo efficace e pianificato, diventano il modo attraverso cui il marchio di una azienda diventa riconoscibile sul mercato, guadagnando visibilitĂ  e distinzione dalla concorrenza, legando in modo forte i propri clienti.

La notorietà e la community solida che si è creata intorno al marchio MammaNatura, realtà italiana impegnata nella produzione e vendita di prodotti naturali sfusi, nascono proprio dal racconto fatto fin dalle origini del marchio della storia dei due fondatori e dalla loro ricerca personale di un modo sostenibile per produrre e consumare alimenti e cosmetici di qualità.

 

Che cosa è Storytelling?

Il cervello umano è particolarmente sensibile alle storie e ai ritmi della narrazione che permette di collegarsi e immedesimarsi in ciò che si legge o si ascolta, di connettersi ad esso.

La narrazione è fonte di ispirazione e le persone ispirate sono molto più inclini a impegnarsi, a farsi coinvolgere, a condividere e a restare fedeli ad un marchio.

Lo Storytelling in un contesto di marketing è essenzialmente l’atto di portare un prodotto a diventare più umano e caratterialmente connotato, quindi più memorabile per i suoi clienti.

 

Lo Storytelling applicato al content marketing di una azienda serve a raccontare il prodotto non da un lato oggettivo, bensì attraverso aspetti emozionali ad esempio dei benefici e dell’impatto anche emotivo che ha avuto sui clienti che lo hanno già scelto. Narrare il prodotto partendo o dall’origine che esso ha avuto, come è stato pensato, ideato, progettato, oppure attraverso l’uso e i commenti di chi già lo utilizza.

L’esperienza servirà come meccanismo di immedesimazione per i lettori che certamente riconosceranno a livello emotivo quanto descritto e raccontato.

Come realizzare un buon storytelling nel content marketing aziendale?

  1. Non utilizzare il gergo di settore:

Il racconto deve utilizzare un linguaggio semplice, come quello delle storie, capace di parlare direttamente all’emozione delle persone, senza fare appello a terminologie di mestiere e razionali.

Lo Storytelling è impreciso, ma evocativo, non convenzionale ma legato alla vita e alla esperienza quotidiana di chi legge.

Lo Storytelling non usa iperboli o metafore, ma dipinge situazioni attraverso descrizioni semplici.

Lo Strytelling usato da Afolki, azienda produttrice di prodotti di artigianato berbero per l’interior design, racconta della nascita di ogni singolo prodotto e del legame ancora stretto con la tradizione artigianale berbera che affonda le radici in una storia millenaria. I viaggi e la vita dei popoli nomadi del deserto diventano famigliari ai clienti Afolki tanto da essere vivi nel sogno di in ogni tappeto e di ogni complemento di arredo.

  1. Essere coerenti:

la storia, una volta iniziata, deve essere proseguita e fatta evolvere. Il marchio o il prodotto deve potersi rispecchiare in essa per un tempo lungo, per lasciare al lettore il tempo di abituarsi e riconoscerlo.

Lo Storytelling deve pianificare una storia che possa durare e avere uno sviluppo lungo tutta la campagna promozionale e attraverso tutti i media per la diffusione della stessa.

  1. Cercare di educare:

Lo Storytelling, come l’arte della narrazione, dovrebbe sempre avere anche un intento formativo. In ambito aziendale deve trasmettere al lettore in modo semplice cosa l’azienda faccia, come lo faccia e come un prodotto possa migliorare la vita e il lavoro di chi lo utilizza, ecc… I clienti amano sapere le origini e la storia dei loro brand preferiti, è come imparare a conoscere un nuovo amico, grazie al racconto della sua vita e delle scelte fatte.

  1. Rendere memorabile e personale

Quando si utilizza la narrazione per promuovere un marchio, il marketing può giocare anche con la creazione di un personaggio guida che accompagni tutta la narrazione, o può usare il logo dell’azienda (se si presta) per renderlo animato e presente in modo memorabile in tutta la parte visiva della campagna.

  1. Costruire il personaggio dell’azienda

L’esito della narrazione è la costruzione dell’immagine nuova di un brand o di un prodotto, che deve essere rispecchiata in ogni aspetto dello stesso: dal packaging, alla presentazione, alla presenza sugli scaffali di vendita.

La riconoscibilitĂ  genera fedeltĂ  nel cliente, ma anche maggiore propensione alla condivisione dei contenuti sui social network e nel passaparola.

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