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La condivisione delle opinioni sui social media è sempre più la legge della giungla.  Maleducazione fino alla violenza, incapacità di un atteggiamento critico e la voglia di prevalere sugli altri. Questo in particolare è ciò di cui si pensa quando si fa riferimento ad esempio al dibattito politico.

La piattaforma di dibattito pubblico di Proversi.it pubblica oggi un testo di approfondimento sui social network, un argomento di grande attualità.

Nei primi dodici anni di vita di Facebook, da febbraio 2004 a luglio 2016, lo stato dell’arte di quella porzione dell’universo virtuale che identifichiamo generalmente come mondo dei social network ha subìto profonde mutazioni.

A un primo livello di analisi, ciò che si può constatare è l’intensa proliferazione di piattaforme social tra loro anche molto diversificate. Forse non altrettanto chiaro è come si sia giunti ai livelli di pervasività toccati dai social network in così poco tempo. Non tutti si sono mostrati favorevoli alle conseguenze che sono scaturite dalla diffusione dei social network. Alla luce della capillarità raggiunta, e per via delle trappole e dei rischi insiti in un loro uso non appropriato, alcuni studiosi si sono dichiarati scettici sull’effettivo potenziale positivo di queste piattaforme.

“Molte persone usano i social network non per unire e per ampliare i propri orizzonti, ma piuttosto, per bloccarli in quelle che chiamo zone di comfort, dove l’unico suono che sentono è l’eco della propria voce, dove tutto quello che vedono sono i riflessi del proprio volto. Le reti sono molto utili, danno servizi molto piacevoli, però sono una trappola”, ha scritto a riguardo il filosofo Zygmunt Bauman.

Ancor più critico Umberto Eco, secondo il quale i social media rappresenterebbero una valvola di sfogo per gli “imbecilli” e un terreno fertile per la prolificazione delle bufale. A difesa del valore mediatico dei social network si schierano, invece, Gianluca Nicoletti e Juan Carlos De Martin. Sulla cattiva e fuorviante informazione di cui è accusato Facebook, vengono invece messe a confronto le opinioni di Mark Zuckerberg, uno dei fondatori del colosso di Menlo Park, e di Edward Snowden, informatico e attivista statunitense. Per approfondimenti si può leggere la discussione al link  www.proversi.it/discussioni/pro-contro/135-social-network

Rassegna StampaYouTube

Milano, 21 luglio 2016 – Fino ad una decina di anni fa nessuno sapeva neppure cosa fossero le views di YouTube e fino al 2012 nessuno se ne preoccupava . Ma all’improvviso però, nel 2012 l’argomento è salito prepotentemente agli onori della cronaca a causa di un sospetto che pian piano si è trasformato in una certezza: parecchi cantanti italiani e stranieri compravano le proprie astronomiche visualizzazioni su YouTube per far salire le loro quotazioni. Oggi molto è cambiato da allora però le visualizazioni si vendono ancora. Ma con che sistemi? Abbiamo cercato di sviscerare la questione. “E’ evidente che il servizio offre un valore reale, basti pensare ai rap di casa nostra che si vantano di avere migliaia di visualizzazioni, ma è altrettanto evidente che sull’argomento ci sono speculazioni e tanta disinformazione perciò cerchiamo di fare chiarezza, in qualità appunto di fornitori di servizio che “vende” visualizzazioni su Youtube” ci dice Carlo Spina, responsabile di un’agenzia in Italia che vende visualizzazioni su Youtube.   Quale sono le domande che vengono poste piu spesso sull’argomento? Abbiamo cercato di fare chiarezza con lo stesso Carlo.  

  • Come funzionano le visualizzazioni Youtube: è veramente possibile acquistare visite? 

Le visualizzazioni Youtube sono rappresentate da un numero che comprare sotto i video Youtube (sotto qualsiasi video) e che indicano il numero di play che quel video ha ricevuto, ovviamente piu un video è visto piu visualizzazioni riceve di conseguenza, diventa virale e quindi avere tante visualizzazioni è veramente utile. E’ possibile acqsuitare visite per youtube? La risposta è si quindi, basta utilizzare un sistema di marketing che permetta al video di essere visitato esternamente a youtube.  

  •  Tanti artisti acquistano visualizzazioni Youtube? Se si in che percentuale?

Seguiamo centinaia di artisti nazionali ed internazionali ogni mese, percio la risposta è si anche in questo caso. Non tutte le visite che si vedono sui video piu famose pero sono acquistate, solo un 20-30%, le altre sono naturali. Ci tengo a precisare che anche le visite “acquistate” sono di persone reali ma a differenza delle visite organiche di Youtube queste arrivano da canali sponsorizzati.  

  • A cosa servono queste visualizzazioni e come vengono generate quindi?

Le visualizzazioni come gia indicato servono ad aumentare la percezione che un video sia molto seguito. Vengono generate attraverso un circuito di siti web, pagine facebook ed applicazioni molto visitate andando ad inserire all’interno di questo circuito il video da promuovere in quel momento. Hai presente quella bella applicazione che è gratuita ma che ogni tanto fa comparire sul tuo smartphone un video od una pubblicità? Ecco se guardi quel video stai “regalando”  una visualizzazione ad una persone che ha pagato la nostra web-agency per aumentare le visite al propriuo video. Noi abbiamo acquistato quello spazio promozionele ed abbiamo inserito in promozione il video del cliete. Si ottiene in questo modo l’effetto virale che permette al video di ricevere tante visite di persone che grazie a questa promozione visionano il video. E’ facile raggiungere anche numeri di 500/1000 visite al giorno o nei casi piu fortunati e spendendo qualche centinaio di euro in piu raggiungere persino incrementi di 20.000/30.000 al giorno. In quel caso Youtube premia persino il video e si fanno veramente scintille.  

  • Quindi le visite sono reali? Non si parla di visite dei paesi indiani (come succedeva nel 2012) o visite fatte da bot, giusto? 

  Sì, sono assolutamente reali e ad oggi è da escludersi categoricamente giochi di server, Youtube ha aperto gli occhi dopo il 2012 e adesso non permette piu aumenti di visite generati con bot. Anche Google (che possiede e controlla YouTube, ndr) sa per filo e per segno tutto di tutti, se non fosse cosi siti web come magicviral.com che è attivo dal 2008 non esisterebbero.

  • Esiste un sito dove si può controllare artista per artista la situazione delle views, giusto?

Sì, ne esistono diversi e vegono usati dalle major per capire su che artista puntare. Ormai è chiaro che è un mercato dove anche le major, che per prime sono pronte a mille trucchetti pur di fatturare il fatturabile, sono in gara, e tra di loro fanno a gara ad aggiudicarsi i siti che vendono views migliori o gli artisti in testa alle classifiche. E’ possibile proprio vedere i migliori artisti su siti come questo http://socialblade.com/youtube/top/100, ovviamente chi ha piu visite sale sulla cresta dell’onda, e cosi facendo riceve ancora piu traffico e vende di piu e le major e le case di produzione puntano su questi individui  

  • Ci spieghi come si legge la tabella di Social Blade?

Ogni video di per sé ha una serie di sue parabole che dipendono dalla esposizione mediatica a cui è sottoposto: la curva che si produce è influenzata da vari fattori, compresi eventuali passaggi televisivi. Normalmente un video di basso impatto ha un picco di views nei primi 2-3 giorni e poi piano piano mantiene un andamento costante, salvo casi di “ricarico” a seconda di passaggi su grossi siti, in televisione e in radio. L’artista che scala la classifica (vuoi perche compra visite o perche riesce naturalmente) classifica e riceve tantissima notorietà. Addirittura siamo riusciti a portare artisti in trand youtube per diversi giorni di seguito e alcuni artisti hanno venduto migliai di dischi. Per capire se c’è qualcosa di strano, basta ovviamente controllare se questo trand dura nel tempo, se dura pochi giorni molto probsaiblmente l’artista ha pompato il proprio video, tornerà è vero in basso ma nel frattempo potrebbe avere avuto la propria occasione della vita o avere venduto migliaia di euro di dichi.  

  • Ma è necessario per forza comprare views per raggiungere la vetta?

No, non è necessario, anzi ci sono artisti che riescono da soli, ma spesso questo sistema favorisce la notorietà, diciamo si fa prima…  

  • Qual è il numero di views che normalmente viene venduto ad esempio ad un rapper o ad una artista che si occupa di musica moderna?

Difficile a dirsi: dipende anche da quanto sei disposto a spendere. Con piccolo incrementi di 20.000-30.000 visite si puo sperare magari di venire notatati da una radio locale ma con aumenti di 500.000-1.000.000 di visual in 2/3 giorni spesso si finisce sul trend nazionale e allora li si che sono soldoni. Il costo è di circa 2500/3000 euro per un servizio simile, se si pensa al trend nazionale ci si rende conto che è del tutto abbordabile sopratutto per un buon artista.

  • Come fa Yutube a contare le views? Ad esempio, se io clicco cinque volte sullo stesso video perché voglio riguardarmelo cinque volte di seguito, conta come uno o come cinque?

Qui si entra un po’ nel voodoo, perché Youtube stesso cambia le regole più e più volte l’anno rendendo tutto più difficile. Normalmente tutto si basa su questi filtri: l’indirizzo IP, che è l’identificativo del computer che sta guardando, il fatto che sia arrivato direttamente al video e per quanto tempo l’ha guardato. C’è un tempo minimo di 40 secondi per accreditare la view: ovviamente tutti i nostri visittori sono interessati quindi guardano il video a lungo.

  • Insomma, in pratica il sistema funziona?

Si, fino a pochi anni fa esistevano altri metodi per aumentare le visite youtube, attraverso sistemi automatizzati che richiamavano continuatamente il video youtube e che usando dei proxy simulavano indirizzi diversi ma adesso Youtube si è fatto furbo e questi trucchetti non passano piu. Oggi è necessario fare vere e proprie promozione di marketing come fa il sito magicviral.com o marketing-seo.it per arrivare in alto. Esistono anche siti di scambi viewsv dove io guardo il tuo video e tu guardi il mio, ma prima di arrivare a 10.000 visite passano mesi e mesi di tempo e non servono praticamente piu visti gli standard attuali di Youtube.  

  • Alla luce di tutto ciò, personalmente consiglieresti a un artista di comprare delle views?

Ovviamente si, il sistema è facile da usare e sinceramente visto che non si tratta piu di bot ma di utenti reali che visionano i video non vedo cosa ci sia di male. Un artista è normale che se compra una pubblcità alla radio ad esempio o alla tv riceve piu notorietà e piu visite al proprio video, in questo modo semplicemente si promuove direttamente il video come se fosse un banner. Semplice ed efficace. Solo non troppo conosciuto come sistema.   ###   Per altre info contattare il numero: 02.21116058  

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Milano, 20 luglio 2016 – È nata a Milano RadioWiFi.it, la prima radio fidelity nazionale con un palinsesto che promette di essere ricco di grandi successi, Tg nazionali e programmi radiofonici esclusivi.

La vera forza di RadioWiFi.it è il progetto commerciale rivolto alle attività commerciali come Hotel, B&B, ristoranti, pub, pizzerie, discoteche, bar, centri estetici, centri benessere, studi medici e legali ecc. che grazie ad alcuni servizi dedicati hanno la possibilità di fidelizzare i propri clienti con un sistema completamente nuovo ed esclusivo.

Con RadioWiFi.it infatti adesso tutte le attività potranno avere una personalizzazione della web radio da diffondere all’interno dell’attività con il proprio nome, con la possibilità di scegliere la musica da ascoltare e i jingleda trasmettere, mostrando un’impronta di professionalità che solo i grandi marchi o i centri commerciali potevano permettersi.

Vista l’esigenza della gran parte delle attività di offrire una linea internet gratuita ai propri clienti, RadioWiFi.it offre il servizio di Free Wi-Fi, grazie ad una partnership con il miglior servizio di hotspot sul mercato nazionale. Da oggi sarà così più semplice connettersi ad internet ovunque si trovi il logo RadioWiFi.it, basta una semplice registrazione e si è online gratis.

Altro servizio di RadioWiFi.it offerto a tutte le attività aderenti è Re-Power, pensato per risolvere l’incubo di tanti cioè avere lo smartphone scarico.
All’interno della location si installa una colonnina carica batterie universale con un design unico e personalizzabile in modo che durante  una pausa caffè, a pranzo o a cena e comunque per non restare senza l’ amato smartphone si potrà ricaricare le batteria dei propri dispositivi in pieno relax .

Questi sono solo alcuni dei servizi offerti da RadioWiFi.it, che dopo le prime adesioni sta già ricevendo molti feedback positivi e altrettante richieste di collaborazioni.

Segni incoraggianti per quelli di Radiowifi.it che si aspettano grandi successi dell’iniziativa.

 

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Per interviste ed informazioni:

info@radiowifi.it

www.radiowifi.it

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Milano, 19 luglio 2016 – Il 2016 è l’anno del boom per l’ecommerce in Italia. La crescita del commercio elettronico è stata infatti del 19%, raddoppiata rispetto al 2015, facendo raggiungere alle vendite via web ben 29 miliardi di euro di fatturato, così come riportato dal recente  report della Casaleggio associati “Ecommerce in Italia 2016” (scaricabile al link https://www.casaleggio.it/download-focus/?downloadID=9623).

Anche lo studio “Digital Economy and Society Index” (DESI) della Commissione Europea sull’economia digitale (https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/scoreboard/italy) mostra segnali molto incoraggianti visto che gli italiani che acquistano online sono passati dal 35% del 2014 al 39% del 2015, crescita che si presume possa continuare ancora grazie alla crescente e continua digitalizzazione della popolazione.

Molto del merito di questa stupefacente crescita va ai grossi gruppi stranieri che investono fortemente in campagne pubblicitarie aggressive e soluzioni tecnologiche all’avanguardia.

Tra le aziende protagoniste delle vendite di merci e servizi via internet troviamo Amazon, (merci e libri), iTunes (app e musica), Spotify (musica in streaming) e ultima arrivata Netflix nel campo dei film e serie tv in streaming.

Altra parte del merito va attribuita ai prezzi super scontati che è possibile reperire sulla rete, grazie anche ai servizi e portali che riportano codici sconto, in grado di far risparmiare agli acquirenti fino al 60% rispetto ai prezzi ufficiali.

Ad esempio il più importante portale di codici sconto in italia è Miocodicesconto.it, che raccoglie un numero consistente di codici sconto per centinaia di negozi e store, online e offline, facendo risparmiare migliaia di euro ogni giorno ai propri utenti.

Il segreto del successo del portale è che è sempre molto aggiornato e giornalmente vengono aggiunte nuovepromozioni e codici sconto per oltre 400 negozi online, italiani e stranieri, a cui gli utenti possono accedere gratuitamente.

Basta cercare nel motore di ricerca interno il nome del negozio online per cui si sta cercando uno sconto e qualora risulti un voucher disponibile basta cliccare su “Mostra codice”, copiare il codice sconto e usarlo direttamente per lo shopping nella pagina del rivenditore che si aprirà in automatico.

Chi ha scoperto ed usa questo tipo di servizi sa che si possono risparmiare cifre consistenti rispetto ai prezzi ufficiali e questo alimenta sempre di più il successo stesso degli ecommerce.

Insomma, oltre a qualità, comodità, servizi, assistenza al cliente sono anche e soprattutto i prezzi convenienti e gli sconti il vero punto di forza di questa rivoluzione del commercio in atto anche in Italia.

E come sempre chi sa cogliere al volo le occasioni non ha che da guadagnarci.

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Milano, 8 luglio 2016 – È stato presentato il Fashion eCommerce Report, il report in lingua italiana di riferimento per i player della moda che permette di scoprire tutti i numeri ed i segreti degli eCommerce fashion che hanno successo in Europa.

Vendere online e avere un proprio eCommerce è diventato un passaggio obbligato per tutti brand del settore fashion. C’è chi lo fa per aumentare la propria brand awareness, chi per far crescere il fatturato, chi per essere al passo coi tempi o semplicemente lo si fa perché tutti lo fanno e non si vuole rimanere tagliati fuori dal mercato online.

Ma è davvero profittevole aprire un eCommerce? Si conoscono effettivamente i cosiddetti “cost per sale”?

Kom.online, servizio di consulenza nel settore eCommerce e Marketing Online, ha stilato per questo il Fashion eCommerce Report per andare a chiarire con dati concreti e analisi specifiche i benchmark di riferimento degli eCommerce di successo nel settore della moda in Europa, confrontandoli con i dati del nostro Belpaese.

Spesso ci si chiede se l’Italia oggi sia il mercato giusto per vendere online abbigliamento e accessori.  Il Report dimostra come il settore fashion sia in controtendenza rispetto alla situazione stagnante dell’economia Europea, con una crescita continua e progressiva negli ultimi 5 anni. L’Italia segue questa tendenza ma, se ci focalizziamo sulla vendita online, vediamo che la spesa media annuale nel nostro paese è quasi la metà di quella europea.

Diffidenza? Scarsa propensione all’acquisto online? E’ curioso scoprire che gli italiani navigano, visitano gli store online dei brand di moda o dei vari marketplace multimarca, ma alla fine tendono ad acquistare nei negozi fisici. InEuropa i dati sono ben diversi ed è proprio il settore del fashion ad essere in vetta alle classifiche di vendita rispetto ad altri settori come musica, elettronica, cosmetica.

Il Fashion eCommerce Report mette in risalto i Paesi Europei in cui un imprenditore italiano potrebbe avere lemigliori opportunità di risultato in termini di fatturato online.

Per vendere online è sufficiente avere un eCommerce? Certo che no.

Per questo il Report stilato da Kom.online definisce i punti chiave per un eCommerce di successo, al fine di valorizzare l’esperienza d’acquisto, fidelizzare il cliente e rendere quelli che sono apparentemente di punti di debolezza (ad esempio il reso) delle leve a favore del brand.

Questo utilissimo strumento di studio e approfondimento, dedicato a chi si approccia per la prima volta alla vendita online o a chi già opera in questo ramo, vuole offrire una panoramica il più possibile completa dedicata al mondo del fashion.

Il Fashion eCommerce Report è un documento unico nel suo genere: redatto in lingua italiana, con dati esclusivi e focus sul confronto tra Italia e Europa, è scaricabile gratuitamente dal link http://kom.online/report-fashion.