Content Marketing

Un buon marketer vede i consumatori come esseri umani completi, con tutte le sfaccettature proprie delle persone reali.
Jonah Sachs

Quello però che è importante è riuscire con il digitale a creare dei profili realistici di gruppi di consumatori a cui indirizzare i contenuti giusti e utili momento per momento.

Si tratta di conoscere gli interlocutori target e anticipare le loro esigenze, farsi trovare al momento giusto e offrire un valore percepito.

Questo è il segreto dell’inbound marketing!

 

Content MarketingPodcast

I podcast hanno una portata elevata, anche per il target B2B.

Più di un terzo delle persone in Italia (34 percento) ascolta i podcast. La percentuale aumenta in relazione al livello di istruzione, pertanto l’utilizzo a livello decisionale dovrebbe essere notevolmente più elevato.

Nemmeno noi lo avremmo mai pensato – e siamo rimasti molto sorpresi quando abbiamo analizzato i dati di questa ricerca condotta tra i decisori nel B2B di aziende tradizionali.

I podcast possono fornire una profondità incomparabile di informazioni e creare autenticamente fiducia
I podcast sono un “mezzo di comunicazione” ideale – per strada, in treno, a casa o ovunque: gli ascoltatori dedicano attenzione focalizzata al messaggio di una azienda senza conflitto con altre attività che interrompono la concentrazione. Possono essere scaricati e ascoltati in qualsiasi momento, a differenza dei video, parallelamente ad altre attività.

Molti rimangono sintonizzati fino alla fine dopo l’inizio di un episodio. Sei utenti su sette ascoltano almeno la metà (fonte Edison Research 2017). Infine, una voce comprensiva crea facilmente fiducia e un legame personale con la tua azienda.

Conclusione: la profondità di contatto dei podcast è incomparabilmente alta. Un podcast B2B ben realizzato attira l’attenzione e avvicina i tuoi clienti.

Offri ai tuoi clienti risposte a importanti punti dolenti, con la narrazione
Per un podcast emozionante, devi combinare il valore aggiunto con l’intrattenimento. Ciò non è possibile se si comunicano informazioni sulla propria azienda o sui propri prodotti da una prospettiva “io”. Invece, il contenuto deve essere preparato dal punto di vista del cliente, idealmente attraverso storie autentiche (usando anche l’esempio dei tuoi prodotti) che forniscano risposte a punti critici importanti.

È possibile concepire una varietà di formati, dai contributi how-to alle interviste con dipendenti competenti, idealmente sempre in una conversazione tra due persone. È importante non perdere mai di vista la prospettiva dell’ascoltatore, fornire sempre un divertente valore aggiunto e non infastidire i messaggi pubblicitari che non sono rilevanti per il destinatario.

Proprio come un buon discorso di vendita faccia a faccia, un podcast dovrebbe svolgersi in un’atmosfera piacevole, prima rispondendo alle esigenze e ai problemi del cliente e creando fiducia. È solo nell’ulteriore corso che gli ascoltatori si interesseranno intuitivamente al tuo prodotto.

I podcast possono essere prodotti con relativamente poco sforzo, spesso in base al contenuto esistente
Anche senza uno studio di registrazione costoso, i podcast possono ottenere risultati molto professionali. Tutto ciò che è importante è un buon microfono, un ambiente silenzioso senza riverbero, una voce comprensiva, un’atmosfera rilassata e un programma di editing. Non hai bisogno di altro per un podcast ben fatto.

Concettualmente, i contenuti e i concetti esistenti possono spesso essere utilizzati in larga misura. Questi devono solo essere rielaborati dal punto di vista del cliente e devono essere trovati i corrispondenti partner di intervista. Sebbene ciò richieda know-how e una certa sensibilità, non è associato a una quantità immensa di tempo.

Importante: nessuno ti ascolta se non promuovi i Podcast
Anche un podcast ben fatto è inefficace se il tuo gruppo target non lo sa. Molte aziende B2B (anche con altre forme di contenuto) hanno spesso difficoltà su questo punto. Un progetto pilota di podcast dovrebbe quindi includere un buon piano di comunicazione e promozione dedicato.

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Le notifiche Web Push sono un modo nuovo, conveniente e veloce per comunicare con gli utenti.
Sono messaggi che vengono inviati direttamente ai dispositivi degli utenti e visualizzati in tempo reale, con possibilità di successo 30 volte più alte rispetto agli esiti di una email media.

Che cos’è la notifica Web Push?
Una notifica Web Push è un breve messaggio visualizzato sullo schermo del computer o della periferica mobile mentre la finestra del browser è attiva.

Cosa sembra una notifica Web Push?
Una notifica Web Push è una finestra rettangolare che appare nell’angolo in basso a destra dello schermo (ad eccezione dei dispositivi Apple che visualizzano le notifiche nell’angolo superiore destro).
Una notifica consiste in un piccolo banner grafico con titolo e testo breve.
Può anche includere pulsanti o un link che re-indirizza ad una pagina di destinazione appropriata.

Le notifiche di Web Push funzionano sugli smartphone?
Sì. Le notifiche e le forme di adesione Web sono compatibili con i dispositivi mobili. I banner vengono visualizzati all’interno del browser e le notifiche visualizzate sullo schermo allo stesso modo delle notifiche di Push.

Le notifiche Web Push & Push sono la stessa cosa?
No. Le notifiche Web Push vengono inviate dal browser e appartengono alle attività di  marketing digitale. Le notifiche Push invece, sono messaggi inviati da un’applicazione mobile.

Chi può ricevere una notifica Web Push?
Le notifiche Web Push possono essere inviate a tutti coloro che visitano un sito web almeno una volta e accettano di ricevere notifiche. L’unico obbligo per la comparsa di questo tipo di notifica è che gli utenti accettino di riceverli tramite i cookie. Un contatto non ha nemmeno bisogno di avere una finestra del browser attiva o utilizzarlo in questo momento. I processi responsabili per l’invio di notifiche Web Push restano attivi, anche se la finestra è chiusa.

IMPORTANTE: per inviare questo tipo di notifica, non dovrai nemmeno avere gli indirizzi di posta elettronica dei destinatari, poiché le notifiche Web Push possono essere inviate a contatti anonimi!

Come ottenere l’autorizzazione per inviare notifiche Web Push?
La tua notifica viene visualizzata ogni volta che un contatto accetta di ricevere i messaggi nel browser. Se un contatto non è d’accordo, è possibile visualizzare nuovamente il modulo di accordo dopo un certo tempo.

Un’occasione in più per rendersi conto che marketing automation non è sinonimo di e-mail marketing ma è molto di più!

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Vediamo oggi come utilizzare le nuove funzionalità disponibili ora in LinkedIn: gli annunci per collegarsi e raggiungere i contatti e i clienti.

Matched Audiences – un insieme di funzionalità di targeting – permette di combinare i potenti dati professionali di LinkedIn con i propri dati. Aiuta nel coinvolgimento di potenziai clienti e pubblico chiave, in relazione ad una specifica attività commerciale. Le nuove funzionalità sono tre: Website Retargeting, Account Targeting e Contact Targeting.

 

Cosa può fare LinkedIn Matched Audiences 

Alle funzionalità di LinkedIn utili per indirizzare i membri per azienda, industria, competenze, titoli e altro ancora, si aggiunge la possibilità di raggiungere i contatti già conosciuti.

Matched Audiences è uno strumento che consente di:

  • Entrare in contatto con gli utenti con banner e annunci personalizzati;
  • Rintracciare i visitatori di un sito web;
  • Entrare in contatto con gli utenti presenti nel database clienti e nelle piattaforme di Marketing Automation e raggiungere chi si occupa degli acquisti o i responsabili marketing di aziende target;
  • Definire facilmente i target di destinazione e fornire contenuti pertinenti in base alle pagine visitate nel sito.

Matched Audiences è disponibile per tutti gli strumenti di advertising di LinkedIn, inclusi Sponsored Content, Sponsored InMail e gli altri formati pay per click.

Website Retargeting consente di:

  • Segmentare i visitatori di un sito web, definendo i target di destinazione in base alle pagine visitate nel sito;
  • Adattare il contenuto di un annuncio e riattivare l’interesse del visitatore, fornendo contenuti pertinenti;
  • Generare una maggiore conversione di visite in contatti, guidando i visitatori durante il viaggio di acquisto.

Account Targeting consente di:

  • Pianificare ed eseguire campagne marketing basate su account (alimentate da dati LinkedIn), caricando un elenco di aziende target che corrispondano alle più di 8 milioni di pagine aziendali presenti sulla piattaforma.
  • Definire i target seguendo una demografia professionale e raggiungere i responsabili marketing o chi gestisce gli acquisti;
  • Guidare ad un numero maggiore di conversioni di visite in contatti, guidando i visitatori durante il viaggio di acquisto.

Contact Targeting consente di:

  • Costruire un pubblico personalizzato, definendo il mercato di riferimento di nuovi contatti e di clienti già acquisiti e caricando gli elenchi di indirizzi di posta elettronica o collegandosi alla piattaforma di gestione dei contatti;
  • Fornire contenuti rilevanti, per convertire i visitatori in contatti, mantenere i clienti acquisiti e riacquisire clienti precedentemente persi;
  • Generare un numero di conversioni di visite in contatti maggiore, guidando i visitatori durante il viaggio di acquisto.

Come utilizzare queste funzionalità di targeting con gli annunci LinkedIn

  1. Retargeting di membri di LinkedIn che hanno visitato un sito web

In Campaign Manager LinkedIn consente di definire pagine web specifiche da utilizzare come base per il retargeting (ad esempio, la homepage o la pagina Contatti).

In Campaign Manager si trova l’opzione Matched Audience. Cliccare su Select e poi su Create an Audience to Retarget. Rinominare l’oggetto, quindi inserire l’URL della pagina web del sito. A sinistra dell’URL, scegliere un’opzione di ritargeting dal menù a tendina.

  • Selezionare Exact se si desidera il retargeting di un qualsiasi membro LinkedIn che ha visitato l’URL esatto fornito. Utilizzare questa opzione solo se si dispone di un URL statico specifico e non aggiungere nulla alla fine di tale URL.
  • Usare Start with se si desidera il retargeting di utenti che hanno visitato tutto ciò che nel sito inizia con l’URL specificato.
  • Scegliere Contains per il retargeting di visitatori di URL che contengono la stringa di caratteri specifica.

È possibile aggiungere più URL con Matched Audiences.

Se si desidera ritracciare i visitatori da un’altra pagina web, fare clic su Add Another URL e digitare il secondo URL. L’immissione di più URL consente di ritrarre persone che hanno visitato il blog o una pagina del prodotto specifica sul sito.

Dopo aver cliccato su Save, verrà richiesto di impostare un Insight Tag. L’Insight Tag è un pezzo leggero di codice JavaScript che è necessario inserire nel sito web per abilitare il retargeting del sito web e il monitoraggio delle conversioni.

Suggerimento: lasciando il sito si perdono le operazioni fino ad ora compiute. Ricordarsi di salvare ad ogni step.

Se si ha già inserito l’Insight Tag sul sito web, si può saltare questo passaggio. Tuttavia bisogna ricordare che il sito web può avere solo un Insight Tag alla volta. Copiare il tag o inviarlo a se stesso in modo da poterlo inoltrare al contatto appropriato del sito per implementare il codice. Mettere il tag sul  sito web è un passo fondamentale poiché in caso contrario il retargeting del sito web non funziona. Si può visualizzare il tag in qualsiasi momento scegliendo Insight Tag da Tools.

Per verificare lo stato, cliccare su Tools e scegliere Matched Audiences. Selezionare Matched Audiences dal menu a tendina in Tools. Da qui è possibile vedere tutti i siti web. Fino a quando non si aggiunge l’Insight Tag LinkedIn alla pagina, appare “Unverified” nello stato del tag.

Campaign Manager non può eseguire un retargeting dell’audience fino a che il dominio non è stato verificato.  L’operazione per ottenere un dominio verificato può richiedere anche 48 ore. Quando appare “Verified” significa che sono stati raccolti almeno 300 membri. Il numero di contatti continuerà a crescere.

Per aggiungere contatti alla campagna, accedere all’account e aprire la campagna a cui si desidera aggiungere segmenti.

Fare clic su Audiences, quindi su See Full List, qui si trovano i segmenti del sito web già creato. Si può scegliere di includere o escludere segmenti di siti web.

  1. Raggiungere gli account di destinazione

L’Account Targeting è ideale se si stanno eseguendo programmi di marketing basati su account.

In Campaign Manager la scelta di una località è sempre necessaria. Ad esempio, se si desidera eseguire una campagna globale, selezionare semplicemente tutti i continenti.

Se si desidera perfezionare il targeting di destinatari o di una società specifica, è possibile utilizzare il nome di una società e inserire fino a 100 aziende. Con l’Account Targeting si può caricare un elenco di aziende. In Target a List of Accounts or Contacts, fare clic su Create an Audience.

Dare al pubblico un nome facilmente distinguibile. È possibile caricare un file CSV contenente fino 30.000 aziende e abbinare questo elenco alle società su LinkedIn. Dopo aver caricato il file, fare clic su Next.

Più sono estesi gli elenchi maggiore sarà il tempo richiesto per l’elaborazione, il tempo massimo è di circa 48 ore. Dopo aver caricato la lista, salvare tutto.

Per visualizzare lo stato dell’elaborazione, cliccare Tools nell’angolo in alto a destra e selezionare Matched Audiences. Quando la lista è disponibile, accedere all’account e aprire la campagna. Fare clic sulla scheda Audience e sotto See Full List of the target list accounts, selezionare l’elenco che si desidera aggiungere alla campagna. Al termine, salvare.

  1. Retargeting dei contatti di posta elettronica

La terza opzione di targeting è il Contact Targeting. È possibile creare un pubblico personalizzato caricando gli elenchi degli indirizzi di posta elettronica o utilizzando i propri dati da piattaforme come Marketo, Oracle Eloqua e LiveRamp.

Per caricare un elenco, selezionare Matched Audiences dal menu Tools nell’angolo in alto a destra.

In Uploaded List Audiences, è possibile vedere una panoramica della dashboard di tutti i segmenti di targeting per i gruppi corrispondenti. Include elenchi di account, elenchi di posta elettronica caricati come file CSV e contatti ottenuti tramite la piattaforma di Marketing Automation. Ora è possibile fare clic su Upload a List. Successivamente caricare un file CSV. Alcuni suggerimenti per preparare il file CSV:

  • Inserire gli indirizzi e-mail sotto una colonna;
  • Nominare la riga dell’intestazione “email”;
  • Controllare l’ortografia per assicurare che il processo di abbinamento sia il più veloce possibile;
  • Rimuovere tutte le formattazioni per i tassi di corrispondenza opzionali.

LinkedIn raccomanda almeno 300 contatti (massimo 300.000). Le liste più grandi hanno tassi di confronto migliori.

Dopo aver lanciato la campagna, il processo richiede alcune ore. Può arrivare fino a 48 ore per abbinare abbastanza contatti di posta elettronica.

Per visualizzare gli elenchi di contatti creati, andare su Uploaded List Audiences. Qui è possibile visualizzare o aggiungere ulteriori account e elenchi di contatti.

Con il Contact Targeting è possibile utilizzare le integrazioni dei dati. Nella scheda List Audiences, fare click sull’opzione per connettersi a una piattaforma di Marketing Automation. Leggere i termini del programma LinkedIn e cliccare su Next per accettarli.

Appaiono quindi Public Key e una Secret Key. Bisogna aggiungere queste key alla piattaforma di Marketing Automation. Fare clic su Learn More per accedere al Centro Assistenza per capire quali piattaforme di Marketing Automation sono supportate e per trovare le istruzioni di installazione dettagliate per ciascuna di esse. Questo è l’unico account con l’accesso ai segmenti di posta elettronica. La  lista non può essere duplicata in diversi account. Collegare le API Key alla piattaforma di gestione dei contatti (SALESmanago, Marketo, Oracle Eloqua o LiveRamp).

Gli aggiornamenti degli elenchi di posta elettronica devono essere eseguiti tramite la piattaforma di Marketing Automation.

L’integrazione con la Marketing Automation consente di raggiungere i contatti già conosciuti su LinkedIn per condividere contenuti pertinenti e sviluppare attività.

Content Marketing

Se un adulto in buona salute respira 12-16 volte al minuto, quante cose possono accadere online nello stesso lasso di tempo?

Per avere un’idea di cosa sia possibile fare in un singolo minuto basta dare un’occhiata ai dati provenienti da Smart Insights:

  • 4 milioni di query di ricerca;
  • 388 blog pubblicati;
  • 3 milioni di contenuti condivisi dagli utenti su Facebook;
  • 205 milioni di email inviate;
  • 400 ore di video caricate su YouTube;
  • su Twitter 422.340 tweet pubblicati;
  • 555 foto inoltrate su Instagram.

Poiché la quantità di attività al minuto è davvero notevole, è importante capire come i propri contenuti possano essere in grado di catturare l’attenzione del pubblico di destinazione. Se l’obiettivo è attirare la gente, si deve raccontare una storia vera e interessante.

Le storie sono un grande mezzo per esprimere le proprie opinioni, impressionare le persone ed instaurare con esse una relazione. Gli esseri umani sono creature sociali, ognuna con la propria storia. Inoltre chiunque sa amare una grande storia, perché essa rappresenta la ragione per comunicare.

Perché è importante lo storytelling

Negli ultimi anni lo storytelling si è rivelato una strategia comunicativa fondamentale nel marketing e nel mondo aziendale. Le storie sono parte integrante della società e della cultura odierna. Si trovano storie ovunque: nei film, nei libri, nelle notizie, nei media, nella musica, nella religione. Ma in realtà questo non è un concetto nuovo, al contrario e è vecchio quanto l’umanità.

Il 90% delle decisioni di acquisto è influenzato dalle emozioni. Quindi è molto importante interagire con i compratori online. Attraverso foto, immagini visibili, interessanti descrizioni del prodotto e storie attraenti ma autentiche è possibile entrare in contatto con un potenziale cliente.

Con storia non si intende soltanto la propria storia o del brand ed inoltre può essere raccontata attraverso vari canali e formati come post di blog, email, video, ebook, guide sul prodotto, studi di casi e altro ancora. La storia contenuta deve essere adatta e sapere attrarre il proprio pubblico di riferimento. Se non si riesce a trasmettere nel modo corretto un racconto, allora il proprio prodotto o il proprio servizio non sarà in grado di far breccia sull’audience.

Nel content marketing è necessario imparare a fornire una grande storia ai propri visitatori. Una volta che si impara a raccontare una buona storia, il pubblico sarà attratto. Questo porta ad una conversione di visite in contatti, i contatti a loro volta potranno divenire clienti fedeli e i clienti già acquisiti acquirenti soddisfatti.

Philip Pullman ha dichiarato che dopo il nutrimento, una casa e compagnia, le storie sono ciò di cui nel mondo l’uomo ha più bisogno.

Una storia da sola non basta. Importante è anche fare in modo che le storie siano coinvolgenti sul piano emotivo. I dati forniti ad inizio articolo, per esempio, sono impressionanti, ma sono in grado di coinvolgere emotivamente? C’è infatti la possibilità che questi numeri vengano dimenticati subito dopo aver concluso la lettura di questa pagina. Questo accade perché le persone tendono a ricordare le storie e non i fatti.

Bisogna pensare a quale emozione si desidera comunicare e cercare attraverso la propria storia di evocare quell’emozione. A tale proposito Seth Godin afferma che il marketing non riguarda più solo ciò che si fa, ma anche le storie che si raccontano o si vogliono raccontare. Secondo Scientific American le storie che stimolano emozioni positive sono più diffuse e apprezzate di quelle che provocano sentimenti negativi e un contenuto che riesce ad emozionare più facilmente diventerà virale. Ciò significa che i contenuti che suscitano un’emozione positiva, sorpresa o meraviglia spingono i visitatori a rimanere online rispetto a contenuti che trasmettono rabbia o tristezza.

Se si desidera che i propri contenuti diventino virali, è necessario caricarli di emozioni positive attraverso la narrazione. Lo storytelling è perciò fondamentale in una strategia di content marketing.

La formula magica per creare una storia coinvolgente

Dopo aver compreso l’importanza della narrazione, bisogna imparare a creare una storia coinvolgente ed affascinante.

Esistono tre elementi chiave che compongono una storia. Questi elementi aiutano ad elaborare una comunicazione efficace che ispiri ad agire e sono:

  • Personaggio;
  • Dramma o trama;

Il primo elemento è il personaggio. Ogni buona storia ha un protagonista convincente attorno a cui svilupparsi. Il personaggio rappresenta la connessione tra il brand e i clienti, per questa ragione si deve scegliere un personaggio che gli utenti possano comprendere con facilità. Conseguentemente bisogna sempre ascoltare e conoscere le esigenze e i problemi del proprio pubblico. Il secondo elemento è il dramma. Problemi, esigenze o visite dei contatti sono connessi grazie alla trama. Per avere un’idea più chiara di cosa raccontare, si può trascorrere del tempo a capire il percorso di ricerca dei clienti e le loro necessità. Nella trama un piccolo imprevisto o un conflitto aiuta a costruire un legame emotivo con il pubblico, ma bisogna sempre tenere presente che la storia deve sicramente contenere un po’ di dramma, tuttavia esso non deve risultare eccessivo per non svilire il racconto. L’ultimo elemento è la risoluzione. Dove esistono drammi o conflitti, l’audience vuole anche una sorta di risoluzione. Le buone storie sorprendono, anche se non sempre possiedono un happy end. La risoluzione dovrebbe quindi concludere la storia, ma anche spingere chiaramente il contatto all’azione. Dovrebbe far pensare i potenziali clienti e farli emozionare.

 

Prima di creare la propria storia è importante creare un personaggio, pianificare un dramma, suscitare coinvolgimento emotivo, essere autentici, rivelare la risoluzione, mantenere la propria storia chiara e concisa.

Dale Carnegie ha asserito che lo scopo del content marketing consiste nel comprendere a pieno i propri contatti e agire a partire da queste conoscenze: vedere ciò che vede un visitatore, provare ciò che egli ha sentito. Per dare origine ad un dramma servono dettagli rilevanti e un linguaggio colorito, cosicché il dramma possa essere ricreato e descritto agli utenti.

Un esempio di storytelling

Jeff Bullas ha creato un post sul proprio blog, intitolato “Come ho usato la piattaforma di Marketing Automation (e Twitter) per aumentare la mia lista di e-mail di 10.000 nuovi iscritti”. Già dal titolo si può afferarre l’importanza dell’utilizzo della Marketing Automation al fine di aumentare la propria lista di posta elettronica. Come avviene in questo caso, il titolo non sempre riguarda il conflitto presente nella trama, a volte potrebbe riferirsi alla risoluzione. Analizzando più a fondo si esamina il personaggio che appare essere il narratore (Jeff Bullas). Passo dopo passo informazioni sull’utilizzo di una piattaforma di Marketing Automation permettono di far crescere la propria lista di posta elettronica. La storia è chiara e concisa e si lega al loro scopo – l’autore usa screenshot e un linguaggio interessante.

In conclusione per avere successo nel mondo del business di oggi, è fondamentale costruire efficacemente la propria storia e distribuirla in modo convincente.

 

Content Marketing

Arriva in Italia il nuovo modo di fare la spesa online: la programmi una volta e non ci pensi più…

Girava da qualche tempo sul web la notizia sulla nascita di un nuovo tipo di e-commerce, che avrebbe portato in Italia un nuovo modo di fare la spesa, no food, a domicilio. Novità che ha trovato ora delle conferme visto che la notizia è stata ufficializzata in questi giorni ed è online già da ieri. Il nome del nuovo rivoluzionario progetto e-commerce, tutto italiano, è Spesa Smart, ed è un servizio di spesa automatica che si differenzia dagli altri e-commerce perché promette di farci dire addio alla lista della spesa. Mamme, anziani, casalinghe, uomini e donne d’affari potranno, grazie alle spesa automatica, risparmiare tempo e fatica, evitando ogni volta di dover tornare su un sito per riordinare sempre le stesse cose . Ci spiega il progetto il cofounder di Spesa Smart (www.spesasmart.net), Claudio Taurini: “Rimanere senza tutti quei prodotti che usiamo quotidianamente sarà solo un brutto ricordo. Lamette da barba che arrivano a casa in automatico, scorte di pannolini sempre a disposizione, pastiglie per lavastoviglie, detersivi e tutto il necessario a portata di mano ed inviati a casa in automatico in base alle esigenze di ognuno. Questo è quello che facciamo con Spesa Smart”. Aggiunge poi Taurini: “Programmando la spesa e scegliendo ogni quanto farsela riconsegnare, si possono inoltre azzerare gli sprechi perché la dispensa virtuale è sempre sotto controllo”. In Spesa Smart tutto è pensato per accomodare il cliente e chi ha un problema con un ordine o un dubbio su un prodotto il servizio clienti risponde tutti i giorni e a qualsiasi ora con un semplice Whatsapp. Si vuole ricevere la spesa in un luogo particolare? A casa o magari a lavoro? O magari si desidera ritirarla in tutta tranquillità nell’ufficio postale più vicino? No problem, il packaging di Spesa Smart è dotato di un comodo manico che permette di trasportarla anche a chi usa i mezzi pubblici. A questi privilegiati servizi Spesa Smart sta aggiungendo alla spesa online automatica, la consegna di giornali e riviste, con la possibilità di ordinare addirittura prodotti che non sono sul sito, come ad esempio creme viso ricercate o prodotti biologici. Un altro punto di forza sono i “Box Spesa Smart” dentro ai quali, grazie a un accurato studio dei founder’s sono state impostate già le quantità esatte per la vostra scorta mensile di pannolini, lamette da barba e altri prodotti di uso quotidiano. Selezionando questa innovativa opzione insomma non ci si deve preoccupare nemmeno di quanti prodotti si dovrà comprare. Un servizio innovativo insomma, che con la semplice idea di programmare la spesa può fare davvero la differenza, facendo risparmiare tempo prezioso speso in lunghi ed inutili giri al supermercato. Il servizio di Spesa Smart è raggiungibile online all’indirizzo www.spesasmart.net, servizio che potrebbe farci risparmiare i fatidici 7000 secondi, ovvero 2 ore circa, che secondo gli studi Spesa Smart perdiamo ogni volta per fare la spesa.

Content MarketingSocial Media

I sistemi di Marketing Automation consentono di individuare il comportamento “non verbale” anche in ambito digitale.

Attraverso il monitoraggio delle visite, dei percorsi di navigazione, delle reazioni alle e-mail e ai messaggi pubblicitari con la marketing automation si traccian profili molto precisi dei potenziali clienti per ottenere un decisivo incremento delle conversioni da visite in contatti commerciali qualificati e predisposti all’acquisto.

Vi presentiamo le 5 metriche essenziali del Digital Body Language

1. La fonte della visita: da dove proveniva la persona? Ha trovato il sito web grazie ai social media, al passaparola o ad un messaggio e-mail, o da una ricerca organica? Tali dati ti aiuteranno a: personalizzare il messaggio a quella persona e ottimizzare il tuo sito web e le tue azioni di marketing grazie alla conoscenza di quale fonte sia più efficace per creare nuovi lead.

2. Visite del sito: quante volte un lead ha visitato il tuo sito web? Se qualcuno torna spesso al tuo sito, indica una maggiore motivazione all’acquisto. È come se gli acquirenti stessero alzando le mani per farsi notare.

3. Visite di pagine: non è solo la quantità delle visite al sito il dato che conta. E’ ugualmente importante sapere quante pagine e quanti articoli vengano letti in ogni visita per definire se il pubblico sia quello giusto, a cosa sia interessato e se sia nella fase di ricerca informazioni o di ricerca prezzi e promozioni. Più i contatti navigano il sito più i segnali sono positivi dal punto di vista delle vendite.

4. Moduli compilati: quali moduli di contatto hanno compilato i lead? Quali materiali hanno scaricato? Tali informazioni ti dicono due cose: quanto sia motivata la persona (se scarica solo ebooks e documenti, potrebbe essere solo alla ricerca di informazioni, ma se si registra per una demo o un webinar, potrebbe essere più interessata all’acquisto.

5. Reazioni alle email: la persona apre le tue e-mail? Fa clic sui link presenti nel messaggio? Questi dati sono fondamentali per imparare cosa pensano i clienti e a quali contenuti prestino maggiore attenzione.

Se vi interessano maggiori informazioni sulla Marketing Automation vi segnaliamo il blog

 

Content MarketingCorsi Social Media MarketingSocial Media

Si terrà il 14 giugno 2017, nella sede de IlSole24Ore a Milano la 5a edizione del ‘Social Media Marketing Day Italia’, evento che si posiziona come punto di riferimento esclusivamente B2B sui temi del social media marketing e della digital communication per aziende, professionisti, associazioni, PA. Confermato il format della giornata, con 16 interventi verticali su altrettanti temi-chiave del social e del digital, quest’anno con focus particolare su video, autorevolezza, fonti e implicazioni del mancato controllo delle informazioni.

Focus dell’edizione 2017 saranno video e live streaming, con l’innesto sempre più delicato del tema dell’autorevolezza, di fondamentale importanza in un periodo in cui vi è crescente confusione su fake news e distribuzione di contenuti non verificati: una corretta gestione dei social media diventa sempre più strategica per gli organi d’informazione, sia per portare traffico ai siti proprietari che per rafforzare la propria reputazione e attendibilità presso gli utenti-lettori.

Ecco il link all’agenda con i temi e gli speaker in fase di definizione:
http://smmdayit.it/social-media-marketing-day-italia-2017/

“In questi anni sono cambiate molte cose, a partire dalla consapevolezza che le persone ed in particolare i professionisti e le aziende hanno dei social media”, commenta Andrea Albanese, CEO di Web Marketing Manager e fra i massimi esperti di social media in Italia. “Siamo passati dal considerarli luogo di svago a male necessario, per arrivare a comprendere, nei casi più illuminati, che si tratta di leve strategiche della comunicazione e del marketing. Oggi diventa sempre più fondamentale non limitarsi a vendere, ma costruire relazioni, e i social media sono strumenti eccezionali in questo senso”.

Guarda il video di lancio dell’evento https://www.facebook.com/SocialMediaMarketingDay/videos/1466060903418112/

Il format della giornata conferma la presenza di 16 Speaker, con 16 interventi verticali da 30 minuti ciascuno, tutto in una sessione plenaria, per spiegare tecniche, condividere progetti, esperienze, competenze e cultura sui Social Media e sul Digital nel mondo Business e PA in Italia.

Una giornata intensa, fatta da aziende per le aziende, in un mondo connesso, senza più confini.

“Per noi di #SMMdayIT è essenziale creare luoghi d’incontro fisici nei quali i professionisti possano confrontarsi, conoscersi, fare network, rafforzare la community”. Dichiara Albanese. “È un impegno che abbiamo assunto con gli incontri mensili gratuiti a Milano e che vorremmo, col tempo, allargare anche ad altre città Italiane. Crediamo fermamente che il ‘Social Media Marketing Day Italia’ sia di tutte le persone che fanno parte delle communities virtuali e che incontrarsi, al di là dei social, faccia la vera differenza”.

Per approfondire l’agenda e i temi che verranno trattati:
http://smmdayit.it/social-media-marketing-day-italia-2017/

Content Marketing

L’e-commerce in Italia sembra non conoscere crisi: quest’anno è prevista una crescita del 20% per un valore pari a 23,4 miliardi (Fonte: Sole 24 ore).

Come riportato sempre dal Sole 24 ore, se questa previsione verrà rispettata, sarà il miglior incremento dal 2010, avvicinandosi al raddoppio rispetto ai 12,6 miliardi del 2013.

Un’opportunità di business per molte imprese, dove tra i settori trainanti abbiamo: Turismo, Informatica, Moda e Assicurazioni.
Quali sono i fattori critici che determinano il successo di un progetto di vendita online e un sito e-commerce davvero capace di convertire le visite in vendite?

La diffusione del web e dei social media ha rivoluzionato il modo di fare business e l’utilizzo di internet come strumento di creazione di valore è destinato a crescere: un numero sempre maggiore di aziende si struttura implementando i propri sistemi informativi per gestire nuovi processi di e-business, ricavandone vantaggi enormi che vanno dall’aumento della visibilità dell’azienda all’ottimizzazione dei costi dei processi di distribuzione dei prodotti/servizi.

Lo sviluppo di un e-commerce richiede uno studio strategico molto attento che parte dalla stesura di un business plan dedicato che coinvolge tutte le variabili di marketing: analisi di mercato e della concorrenza, pricing, immagine, pubblicità, target, definizione precisa dei target (pubblico) di riferimento anche con la possibilità di delineare il digital body language di ogni visitatore grazie a sistemi di Marketing Automation come SALESmanago.

Il sito e-commerce finale sarà quindi la risultante di una serie di decisioni strategiche, coordinate e integrate in una piattaforma evoluta e facile da utilizzare.

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Content MarketingRassegna StampaSocial Media

La condivisione delle opinioni sui social media è sempre più la legge della giungla.  Maleducazione fino alla violenza, incapacità di un atteggiamento critico e la voglia di prevalere sugli altri. Questo in particolare è ciò di cui si pensa quando si fa riferimento ad esempio al dibattito politico.

La piattaforma di dibattito pubblico di Proversi.it pubblica oggi un testo di approfondimento sui social network, un argomento di grande attualità.

Nei primi dodici anni di vita di Facebook, da febbraio 2004 a luglio 2016, lo stato dell’arte di quella porzione dell’universo virtuale che identifichiamo generalmente come mondo dei social network ha subìto profonde mutazioni.

A un primo livello di analisi, ciò che si può constatare è l’intensa proliferazione di piattaforme social tra loro anche molto diversificate. Forse non altrettanto chiaro è come si sia giunti ai livelli di pervasività toccati dai social network in così poco tempo. Non tutti si sono mostrati favorevoli alle conseguenze che sono scaturite dalla diffusione dei social network. Alla luce della capillarità raggiunta, e per via delle trappole e dei rischi insiti in un loro uso non appropriato, alcuni studiosi si sono dichiarati scettici sull’effettivo potenziale positivo di queste piattaforme.

“Molte persone usano i social network non per unire e per ampliare i propri orizzonti, ma piuttosto, per bloccarli in quelle che chiamo zone di comfort, dove l’unico suono che sentono è l’eco della propria voce, dove tutto quello che vedono sono i riflessi del proprio volto. Le reti sono molto utili, danno servizi molto piacevoli, però sono una trappola”, ha scritto a riguardo il filosofo Zygmunt Bauman.

Ancor più critico Umberto Eco, secondo il quale i social media rappresenterebbero una valvola di sfogo per gli “imbecilli” e un terreno fertile per la prolificazione delle bufale. A difesa del valore mediatico dei social network si schierano, invece, Gianluca Nicoletti e Juan Carlos De Martin. Sulla cattiva e fuorviante informazione di cui è accusato Facebook, vengono invece messe a confronto le opinioni di Mark Zuckerberg, uno dei fondatori del colosso di Menlo Park, e di Edward Snowden, informatico e attivista statunitense. Per approfondimenti si può leggere la discussione al link  www.proversi.it/discussioni/pro-contro/135-social-network